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Il progetto della cordata DNG Spa, Zuanier Associati e Glass Architettura Urbanistica, è il vincitore del bando per il social housing in via Pertini. La commissione, presieduta da Luca Molinari (docente di Teoria della Progettazione architettonica alla Facoltà di Architettura della II Università di Napoli e membro del comitato scientifico della Triennale di Milano) e composta da Antonio Gatto (presidente dell’Ordine degli Architetti di Venezia), e da Giuliano Marella (docente di Valutazione dei progetti alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova), ha premiato – tra i cinque in concorso - il progetto che meglio rispondeva ai criteri di qualità stabiliti dal bando.

Gli appartamenti previsti dal progetto vincitore sono 159, un terzo dei quali (52 per la precisione, quelli del blocco al confine con l’area dell’istituto tecnico) verranno ceduti ad IVe per l’immissione sul mercato del canone calmierato. La richiesta del bando era di 4170 mq: questo progetto cede all’Immobiliare Veneziana il 6,5% in più (pari a 270 mq), per una superficie complessiva di 4440 mq.

layout volumetrico

Studi preliminari per il layout volumetrico dell'intervento a cura degli studi Babled-Nouvet-Reynaud (Francia), Baukuh (Italia) e BottegañEhrhardt (Germania)

spazi a verde

Studi preliminari per la sistemazione degli spazi a verde a cura dell'architetto Andreas Kipar  - KLA KiparLandshartsArchitekten - www.kiparland.com


Quattro le tipologie di alloggi: miniappartamenti da 45 mq, midi (due camere e un bagno, per una superficie di circa 62 mq), medi (2 camere e 2 bagni, superficie 69 mq) e grandi (3 camere e due bagni, 90 mq).
Per quanto riguarda l’aspetto complessivo, il progetto prevede tre lotti, le cui forme ricordano quelle di pettini, in un sistema denso ma in cui gli spazi verdi hanno un ruolo preponderante. Ogni lotto presenta una varietà di tipologie di corpi residenziali che sono riducibili a tre diverse famiglie: la torre, l'edificio in linea, il corpo isolato. I tre sedimi edificabili sono articolati rispettivamente in quattro, sei e cinque unità edilizie di un numero variabile di piani fuori terra e un garage interrato comune per ciascun blocco. È previsto un grande parco, che ricuce lo spazio con il già esistente rione Pertini. Il verde penetra tra gli edificati come dita di una mano che vanno a toccare il canale.
La piazza lambisce la riva del canale, creando uno spazio intimo, raccolto, lungo l’acqua. Il passaggio dall’edificato all’elemento naturale viene così sviluppato in modo graduale, e prevede anche l’allargamento dello spazio verde arginale: una vera e propria piazza verde che può fungere anche da area golenale (in caso di ingrossamento del canale). E il rispetto dell’equilibrio idraulico è garantito anche dalla presenza di una vasca di laminazione nella parte centro-meridionale del parco.
Le facciate sono caratterizzate da un’alternanza di spazi chiusi e aperti, logge, terrazze. Grande cura agli accorgimenti per il comfort termico (con strutture frangisole sulle facciate ovest, adozione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, adozione di pannelli solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica): il progetto è studiato per ottenere la classe A secondo la classificaziona Casaclima.


Il primo mattone del progetto di housing sociale. Case che abbiano prezzi accessibili, non da speculazione. E che siano di qualità: costruite bene, con la bioarchitettura, il recupero dell'energia, il rispetto dell’ambiente. È la filosofia dell’intervento di via Pertini, il primo mattone del progetto di social housing dell’Immobiliare Veneziana. L’intervento prevede la realizzazione di circa 180 alloggi, con un investimento stimato in 21 milioni di euro, su una superficie di 13.650 mq.
Il bando per la realizzazione degli interventi in via Pertini, pur tenendo conto dell’economicità dei progetti presentati, privilegia gli aspetti qualitativi: l’obiettivo di IVE è di realizzare un quartiere riconoscibile per qualità e per ricchezza di attività e funzioni.
Il progetto volumetrico è stato redatto da tre studi di architettura, Babled-Nouvet-Reynaud (Francia), Baukuh (Italia), Bottega–Ehrhardt (Germania), e propone un’edificazione che rinforzi i legami verso gli spazi naturali lungo il canale Marzenego. Il legame con la natura e con l’ambiente è centrale: la nuova riva del Marzenego, il grande parco previsto alle spalle dei complessi abitativi, sono elementi per elevare la qualità insediativa ed emergere dal grigiore anonimo di tante periferie urbane. 

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