Social housing a Venezia, via al bando per il progetto di via Pertini.
La Immobiliare Veneziana srl (IVE), la società controllata al 97% dal Comune di Venezia che si occupa dello sviluppo e della riqualificazione del territorio veneziano (ha al suo attivo, tra l’altro, il recupero di alcune aree industriali dismesse di Porto Marghera e il restauro del teatro Toniolo di Mestre), lancia il bando per la realizzazione del primo di quattro interventi di social housing, destinati a dare una risposta concreta al problema del disagio abitativo. Una soluzione ancora poco diffusa in Italia – solo il 4% delle abitazioni è destinata al social housing – e che per la prima volta interessa Venezia e la sua terraferma. Un obiettivo che l’Amministrazione Comunale ha affidato ad IVE, e che prevede la realizzazione in totale di circa 1.150 alloggi.
La filosofia è quella di immettere sul mercato case a canone calmierato – intermedio tra i valori di mercato e i canoni sociali – per venire incontro alle esigenze di una fascia di popolazione, sempre più ampia, che guadagna abbastanza per non poter accedere al mercato dell’edilizia economico-popolare, ma che ha sempre più difficoltà a confrontarsi con i prezzi del libero mercato.

La crescita dei valori immobiliari e la frenata dei redditi hanno dato vita a una nuova zona grigia del disagio abitativo. In cinque anni i prezzi delle case sono cresciuti del 40% e il peso di un affitto in terraferma, sul reddito di un lavoratore dipendente, è ormai del 28%. Secondo uno studio del Coses (il centro studi di Comune e Provincia di Venezia), sono 11.000 i nuclei familiari veneziani potenziali che determinano questa domanda: giovani coppie, persone singole, famiglie con anziani a carico, lavoratori precari.

«La nostra idea – spiega il presidente di IVE Ezio Micelli - è che non debbano più sorgere quartieri popolari di antica memoria, ma pezzi di città ad alto contenuto qualitativo, con servizi, spazi, verde».
È proprio per questo che l’innovativo bando di IVE ha deciso di premiare i progetti che assicurano la massima qualità, oltre che il più alto numero di alloggi da destinare all’Amministrazione Comunale per il social housing.
«La qualità peserà 60 punti su 100 nella valutazione della commissione – conferma Micelli - verranno considerate l’integrazione con il verde, la composizione dei volumi, i livelli di finitura dei materiali, le soluzioni tecnologiche, il risparmio energetico».

L’area di via Pertini sorge nei pressi del Canale Marzenego, a ridosso di un’ampia zona residenziale realizzata negli anni Ottanta. Il progetto volumetrico - redatto dagli studi di architettura Babled-Nouvet-Reynaud (Francia), Baukuh (Italia), Bottega-Ehrhardt (Germania) - propone una edificazione che punta al recupero di una peculiarità di Mestre: la rete dei canali e il rapporto con la laguna di Venezia. 
«Vorremmo – aggiunge il presidente di IVE - che questo nuovo intervento servisse da raccordo tra il vecchio e il nuovo. Gli ampi spazi verdi, i percorsi pedonali e la vicinanza con una riqualificata riva del canale potrebbero assicurare all’intero quartiere qualità urbanistica, ambientale ed abitativa, offrendo nuovi spazi di socializzazione e incontro».

Nell’area di via Pertini possono essere realizzati 13.670 mq di superficie lorda di pavimento. L’offerta minima dovrà prevedere una assegnazione di edifici ad IVE per almeno 4.170 mq, destinati appunto al social housing. Si tratta in totale di circa 180 appartamenti: alla fine del bando sapremo quanti saranno destinati a mercato e quanti invece a canone calmierato. Il meccanismo non comporta alcun costo finanziario per il contribuente: chi realizzerà il progetto riceverà in cambio una quota di immobili ed una parte in denaro.

Il bando completo – che scade il 23 giugno 2008 - e tutte le informazioni sono disponibili sul sito di IVE, www.immobiliareveneziana.it.
Il bando viene presentato anche al MIPIM di Cannes (il Mercato internazionale della proprietà immobiliare, in programma dal 13 al 16 marzo) e all’Eire di Milano (Expo Italia Real Estate, dal 10 al 13 giugno).

«La terraferma di Venezia – conclude Micelli - merita un salto di qualità, e IVE continuerà ad impegnarsi perché questo avvenga: interventi di questo genere possono raffreddare la crescita dei prezzi, frenare la fuga da Mestre e dare un volto nuovo, moderno e vivibile alla nostra città».
«È una grandissima soddisfazione – aggiunge Mara Rumiz, assessore comunale alle Politiche della Residenza - entrare nella fase di concretizzazione di questo progetto. Sappiamo che gli insediamenti a canone calmierato rappresentano una risposta alle esigenze di una fascia di popolazione sempre più grande, soprattutto quella formata dai giovani. Ma questo intervento è importante anche per la sua qualità, perché riqualifica un pezzo importante della nostra città».
«Contiamo molto sul risultato progettuale – concorda Gianfranco Vecchiato, assessore comunale alla Urbanistica e all’Edilizia convenzionata - vogliamo che questo intervento non produca volumetrie anonime ma costruzioni di qualità. Abbiamo privilegiato l’altezza rispetto alla diffusione orizzontale, perché gli spazi a terra diventino luoghi di aggregazione e di socialità. E il rispetto della invarianza idraulica garantirà non solo l’area dell’Immobiliare Veneziana, ma un territorio più esteso. Ci auguriamo che il progetto vincitore soddisfi gli obiettivi che ci siamo posti».

Venezia, 29 febbraio 2008